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La parola del mese: L'inarpa

19 luglio 2018

 

Giugno è il mese della transumanza, della salita delle mandrie agli alpeggi, dell'inarpa come si dice in Valle d'Aosta, alla ricerca di pascoli in altitudine durante la bella stagione.


La monticazione dura all'incirca cento giorni, da San Bernardo (15 giugno), a San Michele (29 settembre) – due date simboliche - e prevede anche soste temporanee in alpeggi intermedi situati a quote diverse: il mayèn, maggengo (che prende il nome dal mese di maggio), il tramai (sostantivo che richiama la transumanza).


Il combattimento delle bovine,  manifestazione popolare di grande richiamo oggi in Valle d'Aosta, trae proprio origine dalla transumanza: il primo giorno d'alpeggio, mucche di proprietari diversi, e quindi provenienti da stalle diverse, iniziano una lotta incruenta per stabilire la gerarchia all'interno della mandria e la vincitrice viene riconosciuta dalle altre come la regina incontrastata. La bataille des reines ripropone dunque un evento che in natura accade in modo del tutto spontaneo.


Il termine inalpa, più comunemente inarpa, con fenomeno di rotacismo (passaggio da -l- a -r- ), è da associare al nome delle Alpi, dal latino alpes, così come altre voci collegate quali arpa “transumanza del bestiame (nelle regioni alpine)”, arpé, o inarpé “condurre il bestiame all'alpeggio”, arpà “mandria d'alpeggio”, arpiàn “conduttore d'alpeggio o chi vi lavora”, dézarpé - assieme al sostantivo corrispondente dézarpa -  “scendere dall'alpeggio”. Arp è un nome generico per indicare l'alpeggio o una zona destinata agli alpeggi, unitamente a quello più comune di montagne:  la voce montagne, nella società agropastorale tradizionale, designava in primis il limite del cosiddetto paesaggio costruito, ossia dei territori dissodati dall'uomo e sfruttati come alti pascoli, mentre tutto ciò che era roccia e ghiaccio non godeva di particolare interesse. Il radicale arp è all'origine di numerosi toponimi, così come indicato anche dall'Abbé Henry nei suoi trattati di toponomastica valdostana: tra questi, annoveriamo Larnouva (l'alpe nuova), Larvieille (l'alpe vecchia), Lardamum (l'alpe superiore), Lardésot (l'alpe inferiore), Arpille, l'Arpetta e così via.


Il patois di Cogne si distingue per originalità rispetto alle altre parlate valdostane in quanto, per designare l'inarpa e la dézarpa, fa ricorso alle voci vètéya (lett. vestizione) e devètéya (lett. svestizione), tipi lessicali deverbali del verbo vètì, “vestire”: infatti, vètì la montagne (lett. vestire l'alpeggio) e devètì la montagne (lett. svestire l'alpeggio) significano rispettivamente “salire all'alpeggio” e “scendere dall'alpeggio”. A questo proposito il FEW (cfr. bibliografia), sotto la voce vestire, cita due esempi relativi alla parlata di Bagnes: vèti “conduire le troupeau sur l'alpe” e dèvèti “abandonner l'alpage”.


Il giorno dell'inarpa o della vètéya è, o perlomeno era, un'occasione di festa, così come ci racconta Celestino Guichardaz nella sua ricerca sul lessico rustico della parlata di Cogne (cfr. bibliografia): «Quel giorno i proprietari partono di buon mattino con le loro mucche: tanti ne hanno una, altri due, tre, quattro. Le bestie stanno insieme con quelle che gli sono state compagne al mayèn, dove hanno trascorso un mese. Si mischiano man mano che giungono in un piano dell'alpeggio, dove le più bellicose si affrontano in combattimenti dai quali uscirà la “regina delle corna”, la vincitrice assoluta. Questi confronti sono seguiti con vivo interesse dagli intervenuti, per i quali la giornata è una festa simpatica, rallegrata da canti, motteggi, discussioni e bevute».


Riferimenti bibliografici


Atlas des Patois Valdôtains, in corso di redazione presso il Bureau Régional Ethnologie et  Linguistique della Regione Valle d'Aosta.


Chenal A., Vautherin R., Nouveau Dictionnaire de Patois Valdôtain, Quart, Musumeci, 1997.


FEW = Von Wartburg W., Französisches Etymologisches Wörterbuch, Leipzig-Berlin, 1922 ss., poi Basel, 1944 ss.


Fontanella L., Saggio di un lessico etimologico della Valle d'Aosta, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 1995.


Guichardaz C., Fassò A., La parlata francoprovenzale di Cogne (Val d'Aosta), Supplementi al «Bollettino dell'Atlante Linguistico Italiano» 5 / Publications du «Centre d'Études Francoprovençales» 1, 1974.


Henry J.-M., Vieux noms patois de localités valdôtaines, in Noutro Dzen Patoué, 2, 1964; 3, 1965; 4, 1966.